La mostra

ALTINO – PRIMA DI VENEZIA.
SGUARDI IN TECNOLOGIA AVANZATA SULLA CITTÀ ANTICA

Museo Archeologico di Quarto d’Altino.

Ideata dall’associazione di promozione sociale La Carta di Altino in partnership con il Polo Museale del Veneto-Museo Archeologico di Quarto d’Altino, e attualmente ospitata presso la nuova sede museale di Altino, la mostra ha ottenuto nelle sue tre edizioni itineranti un apprezzamento crescente da parte del pubblico: oltre 5 mila visitatori al Centro Culturale Candiani di Mestre nel 2016, 14 mila ingressi registrati al Battistero del Duomo di Treviso nel 2017, in entrambi i casi in appena 40 giorni di apertura.

Chi visiterà la mostra potrà scoprire il gioiello prezioso nascosto nel sottosuolo di Altino e che le indagini recenti hanno evidenziato: i resti della città capoluogo lagunare che ha anticipato di 1500 anni la nascita di Venezia e ne è stata progenitrice.

La mostra fonde in un’unica narrazione reperti originali del museo di Altino, testimonianze degli autori antichi, foto, grafica, video e animazioni, mentre i plastici realizzati con la stampa 3D ed il taglio laser vogliono restituire l’immagine della città e dei suoi monumenti nel momento del massimo splendore. La sezione fotografica, invece, esplora l’ambiente naturale fra Sile e laguna e ricerca le tracce della città antica nella Venezia di oggi.

L’edizione trevigiana dell’autunno 2017 ha ha approfondito il rapporto fra Altino e la prima Treviso, presentando mappe, ipotesi ricostruttive e soffermandosi sullo sviluppo del Cristianesimo nei due centri urbani; quella dell’estate 2018 a Cavallino-Treporti è stata invece arricchita da nuovi e rilevanti contenuti sull’antico litorale, dimostrando il raggio di influenza di Altino e documentando l’urbanizzazione romana e l’attività nella laguna.

Città e porto importante dei Veneti Antichi fin dall’XI secolo avanti Cristo, l’antica città di Altinum fu un municipio romano, un centro di scambi commerciali e culturali che, nell’epoca del massimo splendore, contava più di ventimila abitanti e vantava un centro monumentale imponente.

Come Venezia, ma molti secoli prima, Altino era una città anfibia proiettata sul mare, una città-emporio attraversata da un reticolo d’acque scavalcate da ponti ed era uno scalo dell’Adriatico collegato all’entroterra da vie di comunicazione fluviali e terrestri importanti.

Dopo l’epoca della grandezza, con le invasioni e l’impaludamento, in età tardo antica avvenne l’abbandono della città. Molte pietre e laterizi altinati furono riutilizzati per costruire Venezia ma, nonostante lo spoglio, gli scavi e gli studi scientifici più recenti ne hanno restituito un’impronta ancora perfettamente leggibile.

Grazie al telerilevamento recente realizzato dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, è stato possibile definire meglio l’intreccio di strade, canali navigabili ed edifici, il foro, il teatro, la basilica, l’odeon, i quartieri residenziali con le domus, un anfiteatro dalle dimensioni dell’arena di Verona, il porto, l’impianto urbano di una città-isola collegata alla laguna ed al mare con porte-approdo monumentali.

Altino è uno dei siti archeologici più importanti del Veneto e mostra di aver avuto uno sviluppo urbano che oggi è difficile immaginare a causa dell’abbandono e dello spoglio della città, quando i suoi edifici furono progressivamente smantellati per reimpiegarne i materiali nelle nuove costruzioni in laguna.

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“Altino – Prima di Venezia” è un lavoro in tecnologia avanzata che nasce come sviluppo di un progetto sulla cittadinanza attiva giovanile, dà volutamente largo spazio alle tecnologie multimediali ed all’immagine e, per le ricostruzioni, ha utilizzato tecnologie laser e stampa 3D per realizzare i grandi plastici ricostruttivi che sono il cuore della mostra. Un lavoro di squadra di un gruppo di giovani archeologi, architetti, web designer, creativi ed operatori video che, guidato da esperti qualificati, vuole dare al pubblico la possibilità di immaginare l’antica città, di conoscerne le vicende ed avvicinare ai preziosi reperti esposti nel nuovo museo inaugurato di recente ad Altino.